C’è più di qualcosa che lega la recentissima decisione del Consiglio Costituzionale francese di fare a polpette la Dottrina Sarkozy e la scelta del Governo italiano di trasformare la giusta diffidenza contro un eccesso di intercettazioni telefoniche in uno strumento ipergarantista a favore dei soliti noti.
In Francia, infatti, un’azione legislativa voluta da buona parte dei parlamentari e sostenuta, promossa, ideata dal governo dipendente dalle holding della proprietà intellettuale, ha dovuto confrontarsi con l’indipendenza di un Consiglio che ha specificato quello che già era stato detto tante volte, ossia che sugli interessi dell’industria prevale il diritto di espressione dell’utente.
In Italia, invece, al di là delle molte altre considerazioni sull’argomento che potrebbero essere fatte, quella parte della legge sulle intercettazioni che trasforma Internet in un nuovo terreno di caccia non sarà mai sottoposta a nessuno. Non susciterà l’interesse dei parlamentari che in tutti questi mesi di tutto hanno parlato meno che dei “siti informativi” finiti però nel provvedimento, non susciterà proteste di piazza, non provocherà richieste di esami di costituzionalità.
L’Italia non è indietro perché i media e i politici di carriera fingono di scannarsi solo su alcuni contenuti delle leggi che vengono approvate, né si può dire che sia più indietro di un paese come la Francia solo perché produce leggi deliranti, visto che a Parigi fanno lo stesso, ma lo è perché i suoi cittadini non sono informati correttamente da una stampa distratta o asservita, i suoi esponenti politici non rispondono delle proprie azioni e in generale l’intero paese annaspa nell’assenza più assoluta di reattività a quanto accade, a tutto ciò che accade.
E’ un peccato che questo male, che attanaglia soprattutto chi non usa la rete o la propria testa per informarsi, stia da anni impattando sulle libertà di utilizzo della connettività Internet e limando, limitando, i diritti del nuovo cittadino-utente.
Scrive Pancini di Google: “In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale…
L’utilizzo dell’espressione generica “siti informatici” è molto preoccupante, in quanto sembra comprendere sia tutti coloro che producono contenuti, siano essi operatori professionali (ad esempio, la testate giornalistiche online) o semplici utenti (ad esempio, i blogger amatoriali), sia le piattaforme che ospitano questi contenuti, come ad esempio i motori di ricerca, le piattaforme di contenuti creati dagli utenti come YouTube ed i social network come Facebook.”
Una enormità. Così enorme che sicuramente almeno 10mila cittadini-utenti avranno rallentato il numero dei loro clic per qualche ora.


Sull’ultimo di Aldo Forbice e Giancarlo Mazzuca si legge che in Italia sarebbero attive 600mila autoblu (contro le 73mila negli USA), ciascuna delle quali tra autista, benzina e manutenzione costa attorno ai 100K all’anno. In altre parole in autoblu l’Italia spende l’equivalente di una manovra finanziaria dell’era Amato: 55 miliardi di euro. Una cifra agghiacciante, che da sola basterebbe a rivoluzionare totalmente la sanità E la scuola in Italia, per dirne due.

