Sarò io eh, ma non suscita forse brividini di piacere?
Il solare che soffre
•29 Maggio 2009 • 2 Commenti
Ne parla oggi vnunet, ma mi sembra che il problema sia ben più ampio. A parte Obama, che però è avanti di 10 anni, mi pare che da queste parti nessuno stia raddoppiando gli sforzi sulle energie alternative che pure potrebbero rappresentare anche un acceleratore della ripresa.
Qui da noi, a parte chi si oppone alle pale dell’eolico, preferendo nucleare e carbone, si ode un agghiacciante silenzio sull’argomento.
REC is one of the world’s largest producers of solar-grade silicon and wafers for solar energy projects, but has faced increasingly tough trading conditions as a result of the economic downturn. According to Reuters reports, shares in the company have dropped by more than 60 per cent in the past 12 months, as concerns have mounted over the short-term outlook for solar suppliers.
Economisti in crisi?
•27 Maggio 2009 • Lascia un CommentoQuando la complessità sfugge succede di tutto. Un approfondimento, quasi un saggio sull’argomento, è il pezzo, illuminante, di Roberto Perrotti sul Sole
Ciò portò a due sviluppi:
1) Le banche crearono un sistema bancario ombra, delle entità formalmente fuori bilancio in cui piazzarono le attività più rischiose; dotarono queste entità di un minimo di capitale, ma la gran parte dei fondi la raccolsero sul mercato con scadenza brevissima, anche giornaliera (commercial papers e repurchase agreements). Queste entità fuori bilancio avevano una garanzia esplicita o implicita delle banche, ma permisero di ridurre il capitale che le banche dovevano detenere, cioè di aumentare la leva finanziaria. Le entità spesso cartolarizzarono le attività trasferite dalle banche e le vendettero, spesso alle banche stesse.
2) Le banche decisero di detenere quantità sempre crescenti di titoli cartolarizzati, cioè di titoli creati dall’impacchettamento di centinaia o migliaia di mutui sottostanti, oppure di prestiti ai consumatori o alle imprese.
Clint !
•27 Maggio 2009 • 1 CommentoNoto con piacere come in importanti cinema “Gran Torino” di Eastwood rimanga in programmazione nonostante i numerosi titoloni di queste settimane. E’ strano che un lavoro così utile, intenso e delicato come quello sopravviva alle uscite di roba come Star Trek, X-Men o Angeli e Demoni. Ma fa piacere fa.

Infiltrati di sinistra
•27 Maggio 2009 • Lascia un CommentoGolly gee, i militanti di sinistra a caccia di facili scoop si sono infiltrati in tutta la stampa britannica e attaccano l’immacolata reputazione del premier italiano abusando delle libertà loro concesse.
That he is so dominant is partly the fault of a faltering left; of weak and sometimes politicised institutions; of journalism which has too often accepted a subaltern status. Most of all it is the fault of a very wealthy, very powerful and increasingly ruthless man. No fascist, but a danger, in the first place to Italy, and a malign example to all.
Silenzio, parla Pizzetti
•26 Maggio 2009 • Lascia un CommentoPoche domande, azzecatissime, di Vittorio Zambardino, e alcune risposte del garante Francesco Pizzetti che riprendono i temi a noi cari, cose che abbiamo scritto e ribadito per anni e che è rincuorante sentir dire dal Garante. Si può sperare che qualche parlamentare la prossima volta si fermi a riflettere prima di carlucciare in giro.
Se invece mi chiede sul fenomeno p2p , beh’ non possiamo asssistere con grande serenità alla vanificazione del diritto d’autore, trovo ragionevole remunerare chi mi fornisce un’opera dell’ingegno. Mi pare giusto fare in modo di superare il far west, ma mi pare che molti non si rendano conto dei pericoli insiti nell’estensione semplicistica alla rete di massicce attività di controllo.
Auguri auguri
•26 Maggio 2009 • 1 CommentoNin zo, prima al supermercato c’era un detersivo, flexqualcosa, sulla cui confezione c’era scritto che era consigliato da viakal, poi per strada su un coso enorme lampeggiante c’era Jumbo Screen vi augura buona serata.
Nin zo, è che ci vuole così poco per sentirsi presi per il sedere.
Copyright e barricate
•25 Maggio 2009 • Lascia un CommentoDa troppi anni le holding della proprietà intellettuale determinano l’agenda politica, in particolare quando si viene a Internet. Ho la sensazione che sia necessario lavorare a 360 gradi per scongiurare una ulteriore alterazione dello stato di diritto, perpetrata attraverso la negazione della complessità dell’era Internet.
Tra le varie cose, sto chiedendo a Punto Informatico la pubblicazione di alcune riflessioni sull’argomento, pubblicate pure qui (link a dx) che altro non sono che la ricerca di un’architettura concettuale che possa contribuire a ostacolare quanto sta avvenendo. L’opposizione ferma ai provvedimenti che la rete ha subito in questi anni, sostenuta da chi vive Internet come una possibilità nuova, si è spesso sostanziata in prese di posizione e dibattiti di alto, a volte altissimo profilo. Credo sia ora di trasformare questo sforzo in armi della ragione accessibili a tutti e da diffondere, di semplificare senza per questo perdere la consapevolezza della complessità, nel nome di una più elevata partecipazione, di una più diffusa consapevolezza di ciò che è in gioco. In questo senso scrivevo su queste pagine qualche giorno fa che mi sento mobilitato.
Per ora chiudo qui, intanto pubblico un commento che ho inviato a Punto Informatico e che spero verrà pubblicato nelle prossime ore e che segue le riflessioni di quelli precedenti (qui e qui).
(…) È questo il livello dello scontro, non conosce confini la battaglia contro l’heavy user quale progenitore del cittadino che un domani potrebbe affermarsi, finalmente consapevole, una violenza che entra nella vita privata, nei log di accesso, negli hard disk. Anziché ricercare modelli di business che sfruttino questa comunicazione, si arrogano l’autorità di darle una forma, si impegnano a delimitarla, vietano gli assembramenti e gli abbracci di piazza, vorrebbero impedire a gruppi di persone di manifestare il proprio pensiero parlandosi, magari scambiandosi ciò che piace loro, come piace loro, quando piace loro (…)
I furbetti dell’Ordine
•23 Maggio 2009 • 1 CommentoMi permetto di pubblicare solo le conclusioni, ma spero che chi non l’avesse ancora fatto legga tutto l’articolo e a quelle conclusioni aggiunga anche quelle che Leonardo, per innata eleganza, mi pare aver scelto di omettere.
Conclusioni.
1. Niente di quello che fai per Wiki è inutile. Tutto prima o poi servirà a qualcuno. Sì, perfino il Patriottismo Insetticida.
2. Tutto quello che fai per Wiki è gratis, ma non vuol dire che qualcuno non ci guadagnerà. Non sarai tu, purtroppo.
3. Non fidatevi dei giornalisti che fanno finta di non sapere niente di Internet. Ormai è tutta posa. Appena ti volti stanno già copincollando pagine intere di Wiki, che neanche i laureandi.
4. Una piccola idea su una piccola pagina di Wiki può fare il giro del mondo (per questo in teoria è vietato mettere idee originali su Wiki).
5. Scrivere su Internet significa mandare le proprie parole libere per il mondo (chissà in quante tesi di laurea sono già finito senza saperlo). Finché un giorno qualcuno non le prende e le rivende come sue, certo, succede anche questo.
6. Se voi rivendete i miei riassuntini, perché io dovrei comprare i vostri libri o film o canzoni? Rubare a voi è davvero questo gran furto?
Pagare le tasse è un dovere
•23 Maggio 2009 • 1 CommentoLo ricordo agli smemorati, visto il periodo.
O Pomì o Internet
•20 Maggio 2009 • Lascia un CommentoOggi in macchina col babbo lo contemplavo contemplare un tipo che, sceso dalla propria auto, in fila come la nostra al casello di Vigna di Valle, si è messo a prendere pesantemente in giro una coppietta sui 65 che, superata improvvidamente la prima sbarra con la propria Punto, giaceva con tutto il veicolo a pochi centimetri dalle rotaie, poco prima che passasse il treno. Gli ha urlato di tutto, minacciando che se non spostavano la macchina un po’ più indietro avrebbe fatto una foto e, testuale, l’avrebbe messa su Internet.
Al che, con grande sorpresa del mi’ babbo, la signora è uscita dalla Punto e ha effettivamente guidato il marito nella retromarcia di metri due, soddisfacendo le insistenze del tipo ululante.
Questi ha taciuto, ha guardato la signora rientrata in macchina e poi, proprio quando tutti ci attendevamo una grassa risata, tutto serio ha tirato fuori la digitale e j’ha fatto una foto. Capace che l’abbia già messa su Internet.
Elettrosmog impercettibile
•19 Maggio 2009 • Lascia un CommentoAvendo conosciuto chi soffre di disturbi da elettrosmog non solo non ho dubbi ma sono anzi felice che qualche passo avanti si compia. Meno felice, invece, per certe dichiarazioni:
“Mancano dati di laboratorio precisi – spiega il professor Guglielmo D’Inzeo, ordinario di Interazione bioelettromagnetica presso La Sapienza di Roma – e numerosi esperimenti “a doppio cieco” (né il paziente né il medico sanno se il campo magnetico è presente o no) hanno dimostrato che i pazienti non sanno distinguere tra quando le onde elettromagnetiche ci sono o meno. Pur avendo il massimo rispetto per chi lamenta tali disturbi, sono certo che non vi sia alcun legame tra questi e i campi elettromagnetici”.
Per amor di brevità dirò che vi sono centinaia di patologie che danno disturbi non evidenti di primo acchito, o disturbi che il paziente neppure avverte consapevolmente e che sono rilevati solo dietro specifica analisi clinica.
Sono quindi certo che l’amor di brevità abbia assalito anche l’illustre medico proprio mentre rilasciava certe dichiarazioni.
I professionisti dell’Ordine
•19 Maggio 2009 • Lascia un CommentoBel post di aghost, di quelli che ci staresti male se già non ci fossi stato male così tante volte che ci hai fatto l’abitudine. L’argomento è la ThyssenKrupp.
Aggiungo solo, così per inutile desiderio di cronaca, che quasi tutti i giornali citati in vario modo e a vario titolo beccano i vostri soldi sotto forma di contributi di stato (a riguardarli mi pare che l’unica eccezione in effetti sia Metro).
La relazione è stata depositata il 28 aprile. Scrive il prof Zucchetti, che ha pubblicato la relazione su Metropolis e sulla sua pagina in Facebook: “Ho inviato lo stesso giorno il sunto della mia relazione, una pagina e mezzo chiara e pesante come il piombo, ai seguenti quotidiani italiani: Repubblica, La Stampa, Il Giorno, Il Messaggero, Il Mattino, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Secolo XIX, Il Giornale, Leggo, Metro, Corriere della Sera, Il Tempo, L’Unità, Il Manifesto, L’Indipendente. Anche altri che ora non ricordo, ma questi i principali. Il sunto è scritto in linguaggio non tecnico ed è chiaro e duro come il cristallo. Nessuno di questi giornali ha reagito in alcun modo al mio invio. Soltanto il Manifesto, grazie alla presenza di un giornalista mio amico personale, ha promesso di pubblicare un articolo“.
Berlusconi e Casini
•19 Maggio 2009 • 2 CommentiDice Pierferdi che il presdelcons dirà tutta la verità alle Camere. Finalmente sapremo come è andata realmente.
Pubblicità da piscina
•18 Maggio 2009 • 3 CommentiL’ho scoperto da poco ma dato che funziona e lo uso con soddisfazione per le lunghe sessioni di nuoto lo consiglio a tutti. I malfidenti sappiano che non sono pagato né dai produttori né dai distributori, sono solo un utente sorpreso di quanto bene funzioni e questa è selfmade pubblicità gratuita.
Si tratta di SWIMP3, un player a conduzione ossea che io indosso infilando cuffia e occhialetti così da tenerlo ben fermo e appiccicato alla pelle: la cosa essenziale è che le due “cuffiette” siano ben posizionate sulle tempie, a diretto contatto. Aiuta moltissimo la qualità della riproduzione l’utilizzo di tappi da piscina (la fotina qui sotto fa un po’ ca**are, colpa mia che ho usato il cell di riserva, ma comunque penso dia l’idea):

La dotazione è un po’ scarna, 256 mega, ma ha una buona estensione di volume e la batteria non mi ha ancora mai dato problemi. Lo uso con il mio Mac senza problemi, aggiornando continuamente la libreria causa lo spazio ridotto ;) e ricaricandolo via USB (che poi è quella cosina bianca che si vede in mezzo alle cuffie con il suo cappuccetto). In Italia è distribuito su questo sito, che ha anche una foto decisamente migliore, l’ho comprato lì.

