14 luglio, che sia la volta giusta?

Ho letto con un certo disagio le parole di Minotti, e non solo le sue, nel commentare l’assenza di dibattito che si sarebbe verificata intorno allo sciopero del 14 luglio. Disagio perché Daniele è da tempo un attentissimo osservatore delle dinamiche legislative attorno alla rete e quanto scrive dovrebbe essere pesato con doppia attrenzione. Credo anche che Daniele abbia delle ottime ragioni per ritenere l’obbrobrio sulle intercettazioni acqua fresca per quanto attiene a blog e dintorni, vista anche la congenita storica ambiguità, strutturale e voluta, dell’intero ordinamento italiano relativamente alle libertà civili. Eppure, al di là delle polemiche, spero come Massimo che il 14 luglio si riveli l’alba di una cosa nuova, una coscienza trasversale capace di sostanziarsi in un “movimento”, in un “pensiero” che dia qualcosa di nuovo e di più al dibattito sull’informazione e sul giornalismo in questo paese. Un dibattito tristissimo, che sorvola troppo spesso sulla sciagura pluridecennale rappresentata dalla stampa italiana, e che persino assolve il giornalismo professionale come se questa espressione in Italia non riguardasse i meccanismi di potere dell’Ordine dei Giornalisti e la ripetuta violazione della Costituzione e del buon senso.

Dunque… buon 14 luglio a tutti, spero che a Piazza Navona saranno in tanti a guardarsi negli occhi dopo essersi a lungo parlati solo tramite tastiere. Di strada dal 2001 – quando in 55mila protestammo contro la legge sull’editoria, un altro obbrobrio destinato a rinfocolare follie censorie ogni anno – ne è stata fatta tantissima. Ci sono i numeri e forse finalmente c’è anche una sufficiente consapevolezza, che poi nasca su un allarme che è un allarme a metà proprio non mi pare grave.

~ di pipda su 13 Luglio 2009.

3 Risposte to “14 luglio, che sia la volta giusta?”

  1. Beh, grazie. Io a prendermi un prosecchino ci verrei volentieri (ma non a Roma, bensi’ a casa del prosecco) e anche se Roma, per me, ha un certo significato (dovevo nascerci, ci ho fatto il militare e mi ci lega un’altra cosina).
    Grazie per avermi dato voce.

  2. Leggo meglio ora, da tuo post: *doppia attrenzione*. E’ doppia o tripla? Muhahahah ;-)

  3. Io rispetto quello che scrivi, ma non credo a questo *movimento* consapevole.
    L’umanita’ e’ fatta, storicamente, di pecoroni: basta un buon leader e tutti dietro… Magari anche perche’ conviene per vari motivi.

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