Copyright e barricate

Da troppi anni le holding della proprietà intellettuale determinano l’agenda politica, in particolare quando si viene a Internet. Ho la sensazione che sia necessario lavorare a 360 gradi per scongiurare una ulteriore alterazione dello stato di diritto, perpetrata attraverso la negazione della complessità dell’era Internet.
Tra le varie cose, sto chiedendo a Punto Informatico la pubblicazione di alcune riflessioni sull’argomento, pubblicate pure qui (link a dx) che altro non sono che la ricerca di un’architettura concettuale che possa contribuire a ostacolare quanto sta avvenendo. L’opposizione ferma ai provvedimenti che la rete ha subito in questi anni, sostenuta da chi vive Internet come una possibilità nuova, si è spesso sostanziata in prese di posizione e dibattiti di alto, a volte altissimo profilo. Credo sia ora di trasformare questo sforzo in armi della ragione accessibili a tutti e da diffondere, di semplificare senza per questo perdere la consapevolezza della complessità, nel nome di una più elevata partecipazione, di una più diffusa consapevolezza di ciò che è in gioco. In questo senso scrivevo su queste pagine qualche giorno fa che mi sento mobilitato.

Per ora chiudo qui, intanto pubblico un commento che ho inviato a Punto Informatico e che spero verrà pubblicato nelle prossime ore e che segue le riflessioni di quelli precedenti (qui e qui).

(…) È questo il livello dello scontro, non conosce confini la battaglia contro l’heavy user quale progenitore del cittadino che un domani potrebbe affermarsi, finalmente consapevole, una violenza che entra nella vita privata, nei log di accesso, negli hard disk. Anziché ricercare modelli di business che sfruttino questa comunicazione, si arrogano l’autorità di darle una forma, si impegnano a delimitarla, vietano gli assembramenti e gli abbracci di piazza, vorrebbero impedire a gruppi di persone di manifestare il proprio pensiero parlandosi, magari scambiandosi ciò che piace loro, come piace loro, quando piace loro (…)

~ di pipda su 25 Maggio 2009.

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