I furbetti dell’Ordine
Mi permetto di pubblicare solo le conclusioni, ma spero che chi non l’avesse ancora fatto legga tutto l’articolo e a quelle conclusioni aggiunga anche quelle che Leonardo, per innata eleganza, mi pare aver scelto di omettere.
Conclusioni.
1. Niente di quello che fai per Wiki è inutile. Tutto prima o poi servirà a qualcuno. Sì, perfino il Patriottismo Insetticida.
2. Tutto quello che fai per Wiki è gratis, ma non vuol dire che qualcuno non ci guadagnerà. Non sarai tu, purtroppo.
3. Non fidatevi dei giornalisti che fanno finta di non sapere niente di Internet. Ormai è tutta posa. Appena ti volti stanno già copincollando pagine intere di Wiki, che neanche i laureandi.
4. Una piccola idea su una piccola pagina di Wiki può fare il giro del mondo (per questo in teoria è vietato mettere idee originali su Wiki).
5. Scrivere su Internet significa mandare le proprie parole libere per il mondo (chissà in quante tesi di laurea sono già finito senza saperlo). Finché un giorno qualcuno non le prende e le rivende come sue, certo, succede anche questo.
6. Se voi rivendete i miei riassuntini, perché io dovrei comprare i vostri libri o film o canzoni? Rubare a voi è davvero questo gran furto?


il malvezzo dei giornalisti, specie dei quotidiani, di fregarsi contenuti da internet è molto diffuso. A me, per dire, rubano sistematicamente le foto che ho su un sito. Alle mie proteste per l’ennesimo furto, ecco come mi ha risposto, risentito, il direttore di un importante quotidiano regionale:
[...]la pubblicazione di quelle foto è avvenuta pescando sui motori di ricerca, come avviene sempre più diffusamente, senza ricercare in uno specifico sito da “saccheggiare”. Pur stupito, prendo atto della lettera e del suo tono”.
capito? si è anche stupito dei toni. Costoro non si pongono minimamente il problema, prendono quel che gli serve (“pescano” dice lui) e chi se ne frega. Una volta ho visto le mie foto usate addirittura per un redazionale! Tanto chi vuoi che faccia causa per una foto presa su internet?
E questo non è un giornalista sfigato precario, ma un direttore di giornale. Hanno lo stesso atteggiamento di chi pretenderebbe di appropriarsi dei libri di una libreria e di portarseli a casa, solo per il fatto di stare su uno scaffale.