Doveva essere arrabbiato
Marzo 11, 08

Ang Lee ha chiamato la sua protetta, Tang Wei, per “consolarla”: protagonista del suo ultimo film, gli spot con l’immagine dell’attrice sono stati messi al bando nella Cina del pudore di stato e della censura. Ha dichiarato: “Mi spiace molto che Tang Wei sia stata colpita da questa decisione. Ha dato una grande prova di recitazione in questo film, prodotto e distribuito in modo appropriato. Farò tutto quello che posso per sostenerla in questi momenti difficili”. Non so decidermi se sia più inquietante la censura ai danni di Tang Wei o il fatto che un maestro del cinema come Ang Lee parli di appropriatezza nella produzione di un film.

Marzo 11, 08 at 5:18 pm
Ang Lee non deve telefonare; deve fare. Tang Wei rischia grosso. I cinesi non scherzano. Lui sapeva molto bene a quali rischi la mandava incontro. La sua dichiarazione “era alla sua prima esperienza non aveva niente da perdere” se la poteva anche risparmiare. Lui vive in occidente Lei vive in cina. Lei con la propria bravura gli ha consentito di vincere l’Orso ed ora deve fare l’impossibile per tirarla fuori dal rischio in cui, con molta leggerezza o cinismo, l’ha infilata. Che la censura cinese sia pesante lo sappiamo molto bene. Tang Wei rischia tutto anche la testa. Non scherziamo con questi fatti. Ci vuole una massiccia presa di posizione da parte della stampa e dei media più importanti. Per due soldi di guadagno non si può rovinare una vita. Se un film tocca dati sensibili bastano soltanto i divieti censori; però questo vale in occidente, in oriente, a quanto pare, no. Non bastano le parole “mi spiace tanto” debbono seguire fatti e, fatti concreti. Intanto Tang Wei dovrà abituare lo stomaco al digiuno; senza lavoro non si mangia. L’unica possibilità è farla espatriare.