Volante 1, Volante 2, inseguitevi
Novembre 16, 07
E così - dicono tutti - la class action è passata.
Ovviamente non è la class action. Quello che è passato è un regalo a certe associazioni dei consumatori sovvenzionate (che ora applaudono), è uno strumento che toglie diritti al singolo cittadino, che la class action non la può promuovere, ed è una presa in giro, perché chi si rivolge alle associazioni e le spinge a fare la declass action in caso di vittoria dovrà fare un’altra causa per ottenere quanto disposto dalla sentenza di declass action.
Ed oggi è già il dopoguerra: tutti contenti perché è finita, convinti di aver vinto.
ps. sulla cosa della class action leggo da un comunicato di Generazione Attiva che esiste un comitato delle associazioni contro (le “escluse”):
Generazione Attiva si impegnerà per far sì che la vera class action, tuttora in vigore negli Stati Uniti, possa davvero arrivare in Italia anche appoggiando il Coordinamento delle Associazioni escluse dal DDL 1495 Bersani sulla Class Action Promosso da SITI Sindacato Italiano per la Tutela dell’Investimento e del risparmio con il sostegno di Greenpeace Italia, WWF Italia, LEGAMBIENTE, Comitato Sopravvissuti del Vajont, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Comitato 8 Ottobre (Incidente di Linate), Associazione Disastro Aereo Capo Gallo 06/08/05,Telefono Blu Sos Consumatori, Telefono Rosa,Telefono Rosa Internazionale, Telefono Antiplagio, Comitato di Cittadinanza Attiva Ambiente Legalità, Azionariato Diffuso/Federisparmiatori/Comitato Risparmiatori e piccoli azionisti Bipop-Carire, Giovani dell’Italia dei Valori, FALBI Federazione Autonoma Lavoratori Banca d’Italia-Consob-Antitrust-AGCOM-UIC (Ufficio Italiano Cambi) - SIAE,Telefono Azzurro Onlus, API Associazione Politrasfusi Italiani, A.I.T.F. Associazione Italiana Trapiantati di fegato ONLUS, USICONS Associazione USI, Unione Sindacale Italiana, per la tutela dei consumatori e degli utenti, Reset Class Action National Group e Coordinamento Meetup Amici di Beppe Grillo per la Class Action.

Novembre 16, 07 at 11:07 am
[...] class action è un’altra cosa… Paolo sottolinea una cosa importante, che a qualcuno potrebbe essere [...]
Novembre 16, 07 at 12:25 pm
[...] questo filone depressivo si aggiunge il modo in cui è stata approvata la nuova norma per le class action. [...]
Novembre 17, 07 at 10:39 am
Gia’… ma qui siamo tutti bravi ad applaudire a comando.
Eppoi, eppoi, guarda (anche) da quale pulpito viene la predica, beccata con le mani nel sacco:
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=70629
Almeno, evitassero gli ORRORI di ortografia (diciamo):
http://www.mvpnetwork.it/didattica/documentazioni-schemi-tabelle/off-topic-i-superlativi.html
eh eh!
Novembre 17, 07 at 1:12 pm
http://www.generazioneattiva.it/modules.php?name=News&file=article&sid=126
Novembre 19, 07 at 8:42 am
anche su questo l’italia si dimostra un paese medievale. Del resto siamo riusciti persino a mandare Monti alla UE, il quale ordinò all’Italia di aumentare il canone a telecom italia per colmare il deficit di accesso. Peccato che non se lo ricordi nessuno, ma io si :)
Novembre 19, 07 at 10:29 pm
Quer pasticciaccio brutto della Class Action all’Italiana
Data: 19 Novembre 2007
In un recente scambio epistolare con il Presidente di MDC, Antonio Longo, avevo stigmatizzato il formulato, poi approvato per errore al Senato, sull’istituzione della class action che pone una riserva quasi esclusiva alle associazioni appartenenti al CNCU. In poche parole si tradisce lo spirito originario della class action americana che dovrebbe, per i successi che ha ottenuto, essere il modello di riferimento, un modello diffuso sul territorio. Con la class action all’italiana si rischia di creare un sistema ”controllato e diretto” dal Ministro dello Sviluppo Economico, che, per legge (art. 136 del Codice del Consumo), presiede il CNCU.
Le imprese non dovrebbero essere preoccupate più di tanto, salvo che il ministro di turno, magari alzandosi male una mattina, non decida di convocare le associazioni per invitarle, magari con la promessa di qualche finanziamento, a ”colpire una azienda per educarne cento”. E’ evidente che i contributi potrebbero essere erogati anche per la ragione opposta! A fronte di tale scenario, le difese “corporative” del provvedimento da parte di Federconsumatori, sembrano surreali come il sostegno, a spada tratta, di Adiconsum e Adusbef, Essendo tutte associazioni appartenenti al CNCU e, guarda caso, strenue paladine dell’indennizzo diretto, comprendiamo benissimo la volontà di sostenere quello che è per loro una specie di ”asso piglia tutto”, come peraltro espresso da alcuni comunicati (qui, qui e qui) dell’ADUC, una associazione fuori dal coro.