Web 2.0 accessibile?
Ottobre 3, 07
Venerdì esce su PI una lunga intervista a Michele Diodati, che ha appena pubblicato un libro che credo debba diventare la bibbia dello sviluppatore web. Mi sembra interessante riportare qui un micropezzo della nostra chiacchierata, gli chiedevo se rispetto a dieci anni fa fosse migliorata l’accessibilità dei siti web. Mi ha detto di no.
Di ciò rende conto bene la testimonianza di un utente sordocieco, citata nell’introduzione del mio libro. La questione è che, insieme alla crescita di professionalità di chi realizza siti e alla larga diffusione di tecnologie che migliorano l’interattività (AJAX) e la reperibilità dei contenuti (categorizzazione per tag), sono cresciuti esponenzialmente la complessità dei siti, la quantità di contenuti disponibili, le interfacce di consultazione, le modalità operative e, soprattutto, i pericoli per la sicurezza.
Tutto ciò determina un crescente senso di spaesamento e di inadeguatezza, non solo in chi - come un utente sordocieco - è penalizzato pesantemente dal proprio deficit sensoriale nelle possibilità di esplorare e dominare i contenuti del Web, ma anche in chi, normodotato, è sprovvisto però di competenze informatiche e si avvicina da profano all’uso del Web e in generale del computer.
Credo sarebbe interessante spingere nel dibattito sul Web 2.0 il nodo dell’accessibilità, che dieci anni fa così come oggi viene troppo spesso dimenticato, anche in fase di progettazione e anche dai maggiori player del settore. Anche in Italia.

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