Forza Roma
Settembre 17, 07
che vuol dire essere italiani? vuol dire che i ministri del tuo governo sostengono una legge sulla class action, un progetto di legge (AC 1495) che inizia ora il suo iter.
PERO’:
- la può chiedere dopo vaglio del giudice solo un’associazione dei consumatori, associazioni di categoria o ordini professionali. il singolo cittadino non può chiedere nulla
- se viene vinta, il risarcimento non si estende da sé a tutti i soggetti “lesi” ma ognuno di questi, se vuole, può fare causa per ottenerlo, giusto per abbreviare i tempi e ridurre i procedimenti in corso
e la proposta arriva dai riformisti eh.
/ ADUC
i biznezz
Settembre 16, 07
e il fatto è che ci sono un sacco di editori che non hanno capito che Adblock è il sistema che consente a chi legge i loro siti online di decidere se premiarli o meno. Non se ne capacitano. Anzi, cercano qualsiasi mezzo per ostacolare il bloccabanner, ovviamente senza nessun risultato.
L’ultima è dire che l’uso di Adblock può essere illegale :)
le 10 dimensioni
Settembre 16, 07
il muro dentro
Settembre 13, 07
Ansa
Settembre 12, 07
è triste vedere come stia licenziando giornalisti, pare il 15% del totale, una 50ina di persone.
Mi chiedo se questo significherà anche una riduzione del 15% dei denari dei contribuenti che le arrivano ogni anno per fornire i suoi servizi, servizi che molti giornali pagano carissimi (giornali che ricevono a loro volta altri soldi dei contribuenti in varie forme). Servizi che ai cittadini non arrivano proprio (le news di Ansa.it sono lunghe la metà di quelle dell’agenzia Ansa, e sono solo una piccola parte di quelle prodotte).
Chissà.
ps. dimenticavo: c’è gente pagata per tagliare le notizie che vanno nella versione online. non so se sono loro i licenziandi.
Orsù ;)
Settembre 12, 07
Dice che l’ennesimo video sulle future attività di Google (in questo caso Google Reader) è trapelato. E’ poi stato rimosso, non prima però che si sapesse tutto sui suoi contenuti. Google che fa? Non commenta.
Strangoli il mouse chiunque stia lì a chiedersi chi potrebbe mai aver fatto trapelare quel video.
/ cnet
FREE PREVIEW
Settembre 12, 07
(Ce l’avevo lì da un secolo e ora me ne sono ricordato, per cui ecco qua il post)
Free Preview. La chiamano proprio così, sono quelli del Wall Street Journal che ti danno alcune righe di articolo cosicché se riescono a farti salivare magari ti abboni. E quando ci caschi e ti abboni scopri che gran parte delle news che appaiono sul WSJ girano anche altrove, spesso con grande anticipo.
ps aggiornato. a questo indirizzo c’è una “free preview” il cui TITLE dice “free article” ma si tratta di un pezzo “solo per abbonati”, gli altri vadano su google news.
V-day, gli eletti remix
Settembre 10, 07
“Solo una classe politica senza ideali e priva di serie motivazioni può scodinzolare dietro Beppe Grillo. Ciò che è avvilente non è solo e tanto lo show del comico, quanto soprattutto le pavide reazioni di chi dovrebbe avere più dignità”.
Pier Ferdinando Casini, UDC
“E’ bene che la politica si riappropri con dignità ed efficenza del proprio ruolo e che certi personaggi ritornino a fare l’avanspettacolo”.
Angelo Piazza, capogruppo SDI in commissione Affari costituzionali (Camera)
“Grillo ha portato in piazza 300.000 persone, se non era una passeggiata, è inutile girarci intorno. Sta facendo politica. E allora non dica che non è un politico (…) Non credo a questa cosa della democrazia diretta, quella che tramite il magico strumento di internet si sostituisce alla politica. Con tutti i loro difetti, i partiti sono l’unica forma di democrazia possibile”.
Giulio Santagata, ministro per l’Attuazione del programma
“La colpa (del successo del V-Day, ndr.) è dei politici che si sono messi sulla difensiva, accreditando la tesi della casta. Invece ci sono molti politici che lavorano, che fanno scelte e che non si sentono una casta”.
Altero Matteoli, capogruppo AN al Senato
“(…) è meglio unirsi a questa moltitudine di persone per bene, perché l’unione fa la forza, ma l’unione con la u piccola per non far vedere che è un partito, quella dei cittadini con tanta volontà per intenderci, un’unione in grado di cambiare le facce di quelli che fanno politica e non solo la forma e le sigle”.
Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture
“L’iniziativa di Beppe Grillo fa parte della fisiologia e non della patologia di una grande democrazia occidentale. Anzi, manifestazioni come le sue vanno incoraggiate, non censurate, tranne ovviamente qualche eccesso”.
Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie
“Grillo è due volte disonesto. Nel suo blog infatti accompagna la foto dei due assassini di Treviso a quella di Mastella sostenendo che lui ha fatto l’indulto grazie al quale i due delinquenti erano liberi di delinquere”.
Mauro Fabris, capogruppo dell’Udeur alla Camera
“La mia impressione personale è quella che c’è sempre il rischio, al di là delle buone intenzioni anche di Beppe Grillo che vuole dare una scossa alla politica, che si scada nella demagogia. E la demagogia peggiore è quella di buttare via la politica: senza politica non c’è democrazia e quindi lo sforzo deve essere quello di migliorare la
politica”.
Ettore Rosato, sottosegretario agli Interni
“Di centrali dell’antipolitica ce ne sono almeno due, una elitaria che si esprime attraverso le pagine del Corriere della Sera e del libro di Stella e Rizzo ed un’altra populista che parla attraverso Beppe Grillo. E’ un segnale che non va sottovalutato, il che non vuol dire affatto darne una valutazione positiva”.
Fabrizio Cicchitto, vice-coordinatore di Forza Italia
“Non ce la si può prendere con chi riempie il vuoto. Penso tuttavia che non ci sia salvezza se non nella riforma della politica, non ci sono salvatori fuori della politica, ma questo non riduce ma aumenta la responsabilità della politica, proprio perché non è possibile immaginare soluzioni che prescindano da essa”
Fausto Bertinotti, presidente della Camera
“Il problema non è solo la manifestazione di Bologna. Ma le tante firme, la gente che ha fatto la coda per aderire. E se uniamo il tutto alle copie vendute dal libro “La casta”, allora bisogna capire che siamo di fronte ad una ribellione contro la politica che va presa sul serio. Non possiamo far finta di niente”
Rosi Bindi, ministro della Famiglia
Diario
Settembre 10, 07
Gran bel post sulla chiusura di Diario, da leggere.
“In Italia e nel mondo ci sono sono molti giornali che pubblicano inchieste, spesso capaci di cambiare il corso della politica. Quasi tutti questi editori vendono pubblicità”
Ci credono davvero
Settembre 9, 07
“Tocca al Pd e alla sua classe dirigente farsi interprete di una politica che sia capace di battere l’antipolitica alimentata dai vari capipopolo e ripristinare, al contempo, la democrazia rappresentativa e la credibilita’ delle istituzioni”
Giorgio Merlo - Ulivo
Se il “Pd” ripristinerà la credibilità delle istituzioni giuro che sfilerò nudo a Via del Corso a Roma.
Consensi
Settembre 9, 07
StudentiMediaGroup ci informa che un sondaggio di Studenti.it promuove il ministro Fioroni (Pubblica Istruzione) a pieni voti.
“gli studenti sono pienamente soddisfatti anche dell’ultimo decreto sulla scuola voluto dall’inquilino di V.le Trastevere”
Per dirlo è stato condotto un sondaggio obbiettivo che dà spazio alle voci critiche:

Cioè
Settembre 9, 07
Ma quanto sono carine le porte di vetro che si “offuscano” quando le chiudi.
Ci sono locali che le usano per le toilette.
“I observed someone going into one of them, and when they closed the door, after a second or two, the glass door became opaque and the word “occupied” lit up at the top of the door”
/ Digg
Coming soon
Settembre 9, 07
Concordo con Beppe: sulle politiche ambientali mondiali ci troviamo su un’automobile che corre a 200 all’ora e nella quale nessuno vuole tirare il freno. Ma questo accade - aggiungo io - anche perché il freno non c’è.
Il “patto”, lo chiamano così, sull’ambiente

Abbiamo solo le sinistle, spiace signole
Settembre 8, 07
In Scozia hanno il mistero di Loch Ness, qui invece abbiamo quello di Piazza Vittorio.
Scrive Cinemotore: “l’Esquilino è dove i negozi per esempio di “vestiti” cinesi (a centinaia) sono sempre, sempre vuoti, ognuno con 5/7 cinesi di personale anche se nessuno vende mai nulla, però da anni fanno presenza”.
Verissimo.
Quando tre anni fa sparì il “bar all’angolo”, una istituzione locale, per far posto all’ennesimo negozietto di vestiti con insegna in cinese e con arredamento interno e finiture identiche a quelle di tutti gli altri negozi cinesi della zona, la colonizzazione di Piazza Vittorio è stata completata, e da un po’ procede anche in tutte le vie adiacenti nonostante la “resistenza” della comunità del Bangladesh. Come non vendere? Gira voce che si presentino ai gestori indigeni dei negozi con sacchi neri dell’immondizia pieni di euro in contanti, molti euro in contanti. Ma il mistero non è questo: avete mai provato a comprare qualcosa in uno qualsiasi di questi negozi clonati? Magari un paio di scarpe? Fatelo.
Qui sotto un bel reportage dell’anno scorso su Piazza Vittorio, segnalato da 06blog.it

