V-day, gli eletti remix

Settembre 10, 07

“Solo una classe politica senza ideali e priva di serie motivazioni può scodinzolare dietro Beppe Grillo. Ciò che è avvilente non è solo e tanto lo show del comico, quanto soprattutto le pavide reazioni di chi dovrebbe avere più dignità”.
Pier Ferdinando Casini, UDC

“E’ bene che la politica si riappropri con dignità ed efficenza del proprio ruolo e che certi personaggi ritornino a fare l’avanspettacolo”.
Angelo Piazza, capogruppo SDI in commissione Affari costituzionali (Camera)

“Grillo ha portato in piazza 300.000 persone, se non era una passeggiata, è inutile girarci intorno. Sta facendo politica. E allora non dica che non è un politico (…) Non credo a questa cosa della democrazia diretta, quella che tramite il magico strumento di internet si sostituisce alla politica. Con tutti i loro difetti, i partiti sono l’unica forma di democrazia possibile”.
Giulio Santagata, ministro per l’Attuazione del programma

“La colpa (del successo del V-Day, ndr.) è dei politici che si sono messi sulla difensiva, accreditando la tesi della casta. Invece ci sono molti politici che lavorano, che fanno scelte e che non si sentono una casta”.
Altero Matteoli, capogruppo AN al Senato

“(…) è meglio unirsi a questa moltitudine di persone per bene, perché l’unione fa la forza, ma l’unione con la u piccola per non far vedere che è un partito, quella dei cittadini con tanta volontà per intenderci, un’unione in grado di cambiare le facce di quelli che fanno politica e non solo la forma e le sigle”.
Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture

“L’iniziativa di Beppe Grillo fa parte della fisiologia e non della patologia di una grande democrazia occidentale. Anzi, manifestazioni come le sue vanno incoraggiate, non censurate, tranne ovviamente qualche eccesso”.
Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie

“Grillo è due volte disonesto. Nel suo blog infatti accompagna la foto dei due assassini di Treviso a quella di Mastella sostenendo che lui ha fatto l’indulto grazie al quale i due delinquenti erano liberi di delinquere”.
Mauro Fabris, capogruppo dell’Udeur alla Camera

“La mia impressione personale è quella che c’è sempre il rischio, al di là delle buone intenzioni anche di Beppe Grillo che vuole dare una scossa alla politica, che si scada nella demagogia. E la demagogia peggiore è quella di buttare via la politica: senza politica non c’è democrazia e quindi lo sforzo deve essere quello di migliorare la
politica”.
Ettore Rosato, sottosegretario agli Interni

“Di centrali dell’antipolitica ce ne sono almeno due, una elitaria che si esprime attraverso le pagine del Corriere della Sera e del libro di Stella e Rizzo ed un’altra populista che parla attraverso Beppe Grillo. E’ un segnale che non va sottovalutato, il che non vuol dire affatto darne una valutazione positiva”.
Fabrizio Cicchitto, vice-coordinatore di Forza Italia

“Non ce la si può prendere con chi riempie il vuoto. Penso tuttavia che non ci sia salvezza se non nella riforma della politica, non ci sono salvatori fuori della politica, ma questo non riduce ma aumenta la responsabilità della politica, proprio perché non è possibile immaginare soluzioni che prescindano da essa”
Fausto Bertinotti, presidente della Camera

“Il problema non è solo la manifestazione di Bologna. Ma le tante firme, la gente che ha fatto la coda per aderire. E se uniamo il tutto alle copie vendute dal libro “La casta”, allora bisogna capire che siamo di fronte ad una ribellione contro la politica che va presa sul serio. Non possiamo far finta di niente”
Rosi Bindi, ministro della Famiglia

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