Que tristess
Agosto 1, 07
Non so se tutto questo si possa definire il collasso dell’ADSL italiana, in fondo alcuni operatori sono ancora attivi e la stessa Telecom fornisce naturalmente i propri servizi, ma quello che sta accadendo a Elitel, Vira ed ora Telvia non accade per caso né è un caso che succeda proprio ora, ad agosto, quando i media sonnecchiano e gli italiani pensano ad altro.
Ma se succede ora è anche perché scelte regolamentari attese per anni sono arrivate, peraltro claudicanti, con grande ritardo, spingendo Telecom a cambiare strategia ed imporre un nuovo modus operandi che rischia nei prossimi giorni o settimane di abbattersi su molti altri nomi della Internet nostrana. Scelte che ora hanno come effetto il buttar fuori dalla banda larga migliaia di utenti italiani, che dovranno trovare una nuova casa, che non sanno se lasciare quella vecchia in difficoltà e non sanno a chi rivolgersi per avere un servizio come quello di cui hanno fruito finora.
Tutto questo poteva essere previsto, visto il grado di tossicità raggiunto da un mercato che dopo un decennio dalla cosiddetta liberalizzazione si ritrova con i settori più importanti ancora ampiamente e saldamente in mano ad un solo operatore che ancora oggi è il fornitore di tutti gli altri, dei suoi concorrenti. E sarebbe ingenuo ritenere che tutto ciò non sia stato previsto, calcolato, voluto da coloro che abitano le secrete stanze. O che quanto sta accadendo in queste ore non sia considerato da costoro niente più che un effetto collaterale di scelte che muovono capitali enormi.
La prossima volta che sentirete qualcuno, stavolta non faccio nomi, che canta i brillanti risultati dell’Italia nella banda larga, abbiate la compiacenza di fargli notare che la realtà delle cose è sotto il naso di tutti, e che la propaganda non cambia i fatti.

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