Alessandro Longo sa di cosa parla, abbiamo seguito insieme l’evoluzione del P2P ormai da tanti anni, ma a me quei 5,6 milioni di euro puzzano di accordo dietro le quinte. Non che abbia importanza, evidentemente, ma sono forse utili ad aprire gli occhi a chi ha scambiato il trittico della Baia per la Santa Trinità. E’ una grande vittoria tattica per le major, soprattutto perché non appaiono come parte in causa.
Va da sé che per gli utenti non cambia nulla e il dilagare dei torrent non subirà arresti. Difficile invece prevedere l’impatto sui partiti pirata europei che hanno perso il loro campione, il rischio è che si impongano anche in quella sede posizioni non più massimaliste. Un rischio, visto che dall’altra parte ci sono solo estremismi nel nome dell’Ordine e del Controllo.
Pirati da 6 mln di euro
•30 Giugno 2009 • 3 CommentiPoi dice che l’Europa non serve
•29 Giugno 2009 • Lascia un CommentoSe ne parla da secoli ma ora parrebbe che l’accordo sia raggiunto grazie alla Commissione UE: i produttori di smartphone e dintorni adotteranno il medesimo standard per i ricaricabatterie. Questo dovrebbe cancellare migliaia di tonnellate di micidiali tecnorifiuti prodotti ogni anno.
E se ora la Commissione cancellerà lo standard dimensionale necessario a definire le mele, le pere o le arance come tali potrebbe pure iniziare a piacermi.
The 10 companies involved control 90 percent of the European market.
The standardized chargers will be compatible only with European phones, but Verheugen said he hoped other countries would follow Europe’s lead.
“We’re assuming this new European initiative will have a knock-on effect globally and manufacturers won’t just be doing this on the European market,” Verheugen said.
La fuga di Rita Clementi
•29 Giugno 2009 • Lascia un CommentoLa vogliono a Boston. Mi verrebbe da dire beata lei se non fosse che la sua lettera trasuda rabbia e sofferenza. Mi viene invece sicuramente da dirle che va a stare meglio.
Da leggere tutta, così, impalandosi il petto e girandola nella piaga nel tentativo di far uscire qualche lacrima da lacerazioni ormai mummificate.
È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostume non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano le Università e gli enti di ricerca come feudo privato e che così facendo distruggono la ricerca.
Con molta amarezza, signor presidente, la saluto.
Notai e innovazione
•24 Giugno 2009 • 3 CommentiBuffo vedere come la newsletter di Palazzo Chigi parli di innovazione in ambito notarile, la prima delle grandi caste italiane, quella che di generazione in generazione non ha nemmeno bisogno di cambiare le targhe d’ottone fuori dagli uffici, tanto il cognome del notaio padre è quello del notaio figlio.
Una casta chiusa, che trasuda potere, mantenuta dalle inefficienze dello stato, arricchita dall’accerchiamento burocratico del cittadino e che da anni, già negli anni ‘90 quando frequentavo i loro congressi, guarda con sincero terrore all’informatica e alla rete che avanzano.
Innovano.
In Reti amiche anche i servizi dei notai
Presentato a Palazzo Chigi il servizio sperimentale di visura on line dei dati anagrafici e di stato civile fruibile attraverso lo studio notarile. Lassociazione dei notai si avvarrà di Reti amiche per una serie di servizi praticati ai cittadini. I notai italiani potranno infatti acquisire e verificare in tempo reale le informazioni di stato civile e anagrafiche necessarie per la loro attività, richieste dai cittadini residenti nei comuni aderenti. Il protocollo dintesa prevede lavvio della sperimentazione per ora in 25 comuni, localizzati prevalentemente nel Veneto ma, a breve, lintesa verrà estesa anche ai comuni di Forlì, Roma, Brescia e Prato.
Dossier “Reti amiche, sperimentazione tra notai e comuni “
Italia – Francia 0-1
•14 Giugno 2009 • Lascia un CommentoC’è più di qualcosa che lega la recentissima decisione del Consiglio Costituzionale francese di fare a polpette la Dottrina Sarkozy e la scelta del Governo italiano di trasformare la giusta diffidenza contro un eccesso di intercettazioni telefoniche in uno strumento ipergarantista a favore dei soliti noti.
In Francia, infatti, un’azione legislativa voluta da buona parte dei parlamentari e sostenuta, promossa, ideata dal governo dipendente dalle holding della proprietà intellettuale, ha dovuto confrontarsi con l’indipendenza di un Consiglio che ha specificato quello che già era stato detto tante volte, ossia che sugli interessi dell’industria prevale il diritto di espressione dell’utente.
In Italia, invece, al di là delle molte altre considerazioni sull’argomento che potrebbero essere fatte, quella parte della legge sulle intercettazioni che trasforma Internet in un nuovo terreno di caccia non sarà mai sottoposta a nessuno. Non susciterà l’interesse dei parlamentari che in tutti questi mesi di tutto hanno parlato meno che dei “siti informativi” finiti però nel provvedimento, non susciterà proteste di piazza, non provocherà richieste di esami di costituzionalità.
L’Italia non è indietro perché i media e i politici di carriera fingono di scannarsi solo su alcuni contenuti delle leggi che vengono approvate, né si può dire che sia più indietro di un paese come la Francia solo perché produce leggi deliranti, visto che a Parigi fanno lo stesso, ma lo è perché i suoi cittadini non sono informati correttamente da una stampa distratta o asservita, i suoi esponenti politici non rispondono delle proprie azioni e in generale l’intero paese annaspa nell’assenza più assoluta di reattività a quanto accade, a tutto ciò che accade.
E’ un peccato che questo male, che attanaglia soprattutto chi non usa la rete o la propria testa per informarsi, stia da anni impattando sulle libertà di utilizzo della connettività Internet e limando, limitando, i diritti del nuovo cittadino-utente.
Scrive Pancini di Google: “In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale…
L’utilizzo dell’espressione generica “siti informatici” è molto preoccupante, in quanto sembra comprendere sia tutti coloro che producono contenuti, siano essi operatori professionali (ad esempio, la testate giornalistiche online) o semplici utenti (ad esempio, i blogger amatoriali), sia le piattaforme che ospitano questi contenuti, come ad esempio i motori di ricerca, le piattaforme di contenuti creati dagli utenti come YouTube ed i social network come Facebook.”
Una enormità. Così enorme che sicuramente almeno 10mila cittadini-utenti avranno rallentato il numero dei loro clic per qualche ora.
Morirete di piddì
•8 Giugno 2009 • 2 CommentiChi sperava in un rinsavimento post-elettorale della cosiddetta classe dirigente della cosiddetta sinistra democratica dovrà ricredersi. Sono convinti di aver vinto.
Pd: “Si apre una nuova fase”. Gli obiettivi erano due: fermare la destra “che avanza in tutta Europa ma non in Italia” e dare concretezza al progetto politico del Pd. Franceschini rivendica così la bontà del disegno politico che l’ha visto prendere in mano il partito dopo le dimissioni di Walter Veltroni: “Gli avvoltoi vadano a casa, Berlusconi non è invincibile e gli italiani hanno scongiurato il rischio di un padrone assoluto. Oggi il governo è minoranza nel Paese”. In casa Pd, è chiaro, si respira per lo scampato pericolo. Se è vero, infatti, che la distanza dal Pdl è ancora ampia e se due regione “rosse” come Umbria e Marche vedono il Pdl primo partito, lo spauracchio di un crollo dei democratici è svanito. “Non siamo all’8 settembre. Il Pd non è in liquidazione, si è chiusa la fase del Berlusconi invincibile e si è aperta una fase nuova per costruire un’alternativa” commenta il senatore del Pd Giorgio Tonini. ‘Gli italiani non vogliono vivere sotto padrone” sintetizza il parlamentare ulivista del Pd, Mario Barbi. ”E’ stato Berlusconi ad aver indicato la soglia del 42-45% e questa soglia non e’ stata raggiunta. Anche insieme alla Lega non si arriva al 51%. ‘Lo sfondamento che il presidente del consiglio si era proposto non c’e’ stato” ragiona Piero Fassino.Mentre il dalemiano Nicola Latorre, guarda al futuro: “Il Pd si conferma un progetto da considerare, ma deve avere piu’ spina dorsale”.
I pirati in Europa
•8 Giugno 2009 • Lascia un CommentoIncrociamus ditas, parrebbe che il Piratpartiet sia riuscito nel colpaccio in Svezia. Un pirata dovrebbe presto partire per Strasburgo.
Chi scarica distrugge intere famiglie
•4 Giugno 2009 • 7 CommentiChi scarica musica non ama la musica e anzi vuole che tutti coloro che lavorano nel settore della musica non abbiano più un euro, anzi che molti non sappiano più come sfamare i propri figli.
Queste robe le dice Morgan in un monologo-delirio che mi ha sorpreso. Non so di quand’è ma, come tanti, essendo un musicista di talento ritiene anche di aver capito perché molti usano il P2P e cosa questo significhi.
600mila autoblu per 2 milioni di italiani
•30 Maggio 2009 • 4 Commenti
Sull’ultimo di Aldo Forbice e Giancarlo Mazzuca si legge che in Italia sarebbero attive 600mila autoblu (contro le 73mila negli USA), ciascuna delle quali tra autista, benzina e manutenzione costa attorno ai 100K all’anno. In altre parole in autoblu l’Italia spende l’equivalente di una manovra finanziaria dell’era Amato: 55 miliardi di euro. Una cifra agghiacciante, che da sola basterebbe a rivoluzionare totalmente la sanità E la scuola in Italia, per dirne due.
Quand’è che si organizza uno sciopero fiscale? Da qui a novembre si uniscano i contribuenti: alle scadenze novembrine neppure mezz’euro finché le autoblu non diventano, chessò, 20mila.
Dopo il camping la crociera
•29 Maggio 2009 • 1 CommentoNeppure il ragioner Filini avrebbe avuto tanta immaginazione, tanta creatività nel comprendere e affrontare la complessità del dopo-terremoto.
L’AQUILA – I ragazzi e le famiglie abruzzesi che hanno visto le proprie abitazioni distrutte o danneggiate dal terremoto del 6 aprile, non passeranno l’estate nelle tendopoli, ma al mare o in crociera. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in visita all’Aquila, aggiungendo la voce «crociere» a quanto già promesso giovedì («vacanze al mare») nel suo intervento all’assemblea della Confesercenti. «Entro settembre contiamo di non avere più gente nelle tende, mentre questa estate vogliamo programmare vacanze al mare per le famiglie e crociere sul Mediterraneo per i ragazzi», ha detto il premier.
Jobs sta meglio..?
•29 Maggio 2009 • 1 CommentoGoogle Wave
•29 Maggio 2009 • Lascia un CommentoSarò io eh, ma non suscita forse brividini di piacere?
Il solare che soffre
•29 Maggio 2009 • 2 Commenti
Ne parla oggi vnunet, ma mi sembra che il problema sia ben più ampio. A parte Obama, che però è avanti di 10 anni, mi pare che da queste parti nessuno stia raddoppiando gli sforzi sulle energie alternative che pure potrebbero rappresentare anche un acceleratore della ripresa.
Qui da noi, a parte chi si oppone alle pale dell’eolico, preferendo nucleare e carbone, si ode un agghiacciante silenzio sull’argomento.
REC is one of the world’s largest producers of solar-grade silicon and wafers for solar energy projects, but has faced increasingly tough trading conditions as a result of the economic downturn. According to Reuters reports, shares in the company have dropped by more than 60 per cent in the past 12 months, as concerns have mounted over the short-term outlook for solar suppliers.
Economisti in crisi?
•27 Maggio 2009 • Lascia un CommentoQuando la complessità sfugge succede di tutto. Un approfondimento, quasi un saggio sull’argomento, è il pezzo, illuminante, di Roberto Perrotti sul Sole
Ciò portò a due sviluppi:
1) Le banche crearono un sistema bancario ombra, delle entità formalmente fuori bilancio in cui piazzarono le attività più rischiose; dotarono queste entità di un minimo di capitale, ma la gran parte dei fondi la raccolsero sul mercato con scadenza brevissima, anche giornaliera (commercial papers e repurchase agreements). Queste entità fuori bilancio avevano una garanzia esplicita o implicita delle banche, ma permisero di ridurre il capitale che le banche dovevano detenere, cioè di aumentare la leva finanziaria. Le entità spesso cartolarizzarono le attività trasferite dalle banche e le vendettero, spesso alle banche stesse.
2) Le banche decisero di detenere quantità sempre crescenti di titoli cartolarizzati, cioè di titoli creati dall’impacchettamento di centinaia o migliaia di mutui sottostanti, oppure di prestiti ai consumatori o alle imprese.



